TRES VIDIT, UNUM ADORAVIT

DAVANTI AL TRIPLICE CRISTO, EPIFANIA
DELL'AMORE SENZA MISURA DI DIO


30 Maggio 2021, SS.ma Trinità

U
no dopo l'altro, uno affianco all'altro. Colonna orante che sale nella notte, che marcia da ore avvolta da buio e silenzio. Il buio punteggiato appena dai piccoli fasci di luce delle torce elettriche che illuminano i passi sul sentiero scavato nella montagna. Il silenzio attraversato soltanto dalle Ave del rosario, strappate al fiato spezzato dallo sforzo della salita. 

TALES AMBIO DEFENSORES

AL SEPOLCRO DI SANT'AMBROGIO E DEI
MARTIRI NEI GIORNI DEL CONTAGIO


28 Febbraio 2020, Venerdì dopo le Ceneri

I
l silenzio nella cripta è totale e inaspettato. Non c'è nessuno nel semibuio del cunicolo sotto l'altare di Volvinio, ora che i primi morsi del virus cinese hanno indotto a bandire la celebrazione pubblica del Sacrificio e disperso il flusso scomposto dei turisti del macabro (svestite dagli occhi atei dello splendore della santità, cosa rimane delle venerabili reliquie se non nudi scheletri?), solitamente in fila per catturare nella memoria degli apparecchi digitali crani e ossa dei santi Ambrogio, Gervasio e Protasio. 

VINCTUS CHRISTI JESU

SAN PAOLO E GLI APOSTOLI IN CATENE CHE RIVESTIRONO
DI CRISTO LA LORO CARNE PER PORTARLO AGLI UOMINI

29 Giugno 2019, SS. Apostoli Pietro e Paolo

V
icende che difficilmente avrei previsto solo un anno fa mi hanno portato ad abitare per qualche tempo nella zona sud di Roma, a breve distanza dalla Basilica di San Paolo fuori le mura, permettendomi di frequentare lo scrigno eretto sulla via Ostiense per conservare il corpo dell'Apostolo.

In questa basilica tutto è stato pensato per celebrare il trionfo di Cristo nella vita di Paolo: l'altare papale sovrastato dal ricco e delicato ciborio gotico, l'arco trionfale innalzato sul sepolcro dell'Apostolo, l'enormità del vuoto della navata... Sono però le umili catene della prigionia del santo, esposte in una teca sopra la lastra di marmo grezzo che nasconde alla vista le sue spoglie mortali, a raccontare nel modo più efficace la storia di questo trionfo.

ET VANI FACTI SUNT

SUL NULLA DESTINATO AL NULLA CHE CINGE D'ASSEDIO 
IL MONDO E SULL'UNICA POSTURA CHE SALVA


10 Gennaio 2019, San Paolo primo eremita

C
ome il demone di un culto orientale, anche il mondo presente per sopravvivere a se stesso si ritrova ad inseguire l'equilibrio sospeso fra creazione e distruzione, a rigenerarsi fagocitando a ritmo serrato ciò che crea, affinché sia distrutto, affinché sia ricreato. L'Uroboro che per perpetuarsi si nutre della sua stessa corruzione non può produrre che fragilità. Merci e idee pensate non per durare, ma per passare. Non per soddisfare un bisogno, ma per sollecitarne altri cento. Non per colmare un vuoto, ma per scoperchiare abissi.


AD CAELESTEM GLORIAM ASSUMPTAM

NELLE CAMPAGNE PUGLIESI LA PROCESSIONE ALLA FORTEZZA
DELLA VERGINE NEL GIORNO DELL'ASSUNTA


18 Ottobre 2018, San Luca Evangelista

I
l buio avvolge ancora il paese quando dalla parte bassa ci incamminiamo verso la Chiesa Madre di San Nicola. Dalle case di pietra e calce della via principale, una lunga salita che arriva fino a Porta Piccenne, l'antico ingresso del borgo, di tanto in tanto s'affaccia un'anziana vestita di nero che, chiusa rapidamente la porta dietro di sé e scesi i pochi gradini che separano l'abitazione dal marciapiede di chianche chiare rese lucide dal continuo calpestio, si incammina verso la chiesa a testa bassa e passi svelti, perdendosi presto nella penombra della strada. Lasciata via Regina Margherita ci inoltriamo per poco nel labirinto di vicoli, piazzette, archi, balconcini e scalette del centro storico fino ad imboccare la stretta via dei Basiliani che termina quasi all'improvviso sul sagrato di San Nicola.


USQUE AD CŒLUM

QUEI MONACI DI PIETRA STRETTI ATTORNO AL
DOCTOR GRATIAE FINO ALLA FINE DEI TEMPI


13 Ottobre 2017, San Benedetto Martire
I

l tempo per gli occhi di abituarsi alla penombra dell'interno dell'edificio e l'arca di marmo bianco che da sette secoli custodisce le spoglie mortali di sant'Agostino si mostra ieratica nel suo luminoso candore, appena varcato il portone della basilica di San Pietro in Ciel d'Oro a Pavia. Tutto di quest'arca è pensato per essere osservato nel dettaglio tanto da lontano, dal fondo della basilica, che da vicino. E da entrambe le distanze provoca lo stesso senso di vertigine, che paralizza.

IN GREMIO MATRIS

IL TRONO DELL'ALTISSIMO CHE DAL FIAT ALLA CROCE
ACCOMPAGNA LA STORIA DELLA SALVEZZA


13 Maggio 2017, Beata Vergine Maria di Fatima

S
opra l'altare maggiore di una chiesa di montagna, in un villaggio adagiato sul fianco orientale di una valle alpina, troneggia un antico affresco. Maria SS.ma è seduta frontalmente, il capo coperto da un velo scuro che ricade leggero sulle spalle e lo sguardo dritto davanti a sé, gli occhi rivolti ai devoti che salgono fin quassù ad osservarla. I tratti dello stile romanico del dipinto sono ruvidi, essenziali, ma lasciano trasparire sul volto roseo della Vergine un'aria di serena compostezza. Tutto è immobile in questa immagine, tutto è quiete. Ogni gesto è compiuto, ogni cosa è come deve essere. Non è l'istantanea di un tempo che si è fermato, sospeso in un attimo di cui è possibile immaginare un prima e un dopo. È sempre.